Abruzzo: enozioni da scoprire.

Quest’estate sono stata per qualche giorno in Abruzzo, ospite di amici malati di passione per il Vino come me, per certi versi devo ammettere già più di me.
Nello specifico ero a Tortoreto Lido, località di villeggiatura in provincia di Teramo.
Spiagge ampie, bagni a dimensione familiare, dove nonostante la presenza di molti turisti ci si può facilmente ritagliare spazi di isolata tranquillità.
Nessun locale di grido, nessun evento mondano. Accoglienza cordiale ma senza esagerare.

Poche parole, giuste attenzioni.

Le colline alle spalle, così quando non se ne può più della vita da spiaggia, basta percorrere pochi Km in auto o in bicicletta per ritrovarsi immersi in uno spicchio d’Abruzzo dove il tempo sembra non scorrere mai, un tratto di terra benedetto incastonato fra la veduta del Gran Sasso e la brezza del Mare Adriatico. La quiete, i colori della natura, il vento ad accarezzare gli ulivi ed il sole che illumina i grappoli di Montepulciano, Trebbiano e Pecorino.

Basta poco per sciogliersi in un sorriso, poche immagini per emozionarsi.

Le aziende vitivinicole sul territorio sono diverse, molte di piccole dimensioni ma con produzione di grande qualità. Tra queste ho avuto la fortuna di visitare la cantina di Emidio Pepe, storica cantina di carattere familiare fondata nel 1964 con sede a Torano Nuovo.

Non avevamo prenotato (cosa che è sempre opportuno fare) ma timidamente siamo entrate… ogni cosa è in silenzio. Dopo aver girovagato per il cortile per alcuni istanti, decidiamo di aspettare e di goderci la vista delle vigne di Montepulciano piantate a tendone che si distendono proprio davanti a noi. Il senso di pace è immenso.

Ad accoglierci arriva presto una delle figlie di Emidio, Sofia, che tra un gruppo e l’altro riesce a trovare nella sua agenda il tempo per accompagnarci a visitare l’azienda.
Iniziamo con due passi in vigna dove ci racconta con risolutezza, e con una passione trascinante, dei loro inizi negli anni ’60 e della volontà del papà di dimostrare che il Montepulciano è un vino da invecchiamento e non da bersi giovane; sottolinea come in passato ci fosse un divario qualitativo tra produzioni artigianali e grandi volumi dalla scarsa personalità, per cui i prezzi delle uve rimanevano in genere decisamente bassi e non consentivano investimenti ai coltivatori.
Emidio a quel tempo è stato il primo a vendere le proprie bottiglie a prezzi molto più alti della e percorrendo questa strada, per i più pura follia, dimostrando di voler impostare qualcosa di nuovo e diverso. Entriamo poi in cantina dove diventa più chiaro quel progetto avviato da più di 50 anni produrre vino longevo e genuino senza utilizzare prodotti chimici. La “qualità nasce dal vigneto” per cui qui non viene fatto uso di prodotti di sintesi, l’azienda gode di certificazione biologica e biodinamica. L’attenzione non è concentrata solo al vigneto, tutte le fasi produttive seguono orientamenti non invasivi: raccolta manuale con selezione meticolosa dei grappoli, diraspatura a mano e pigiatura effettuata con i piedi in vasca di legno.
I vini fermentano spontaneamente in vasche di cemento, senza aggiunta di lieviti selezionati, e dopo due anni vengono imbottigliati senza chiarifiche e filtrazioni.
Dopo l’imbottigliamento solo una parte della produzione viene destinata alla vendita, la restante viene messa a riposare nella cantina di invecchiamento, un locale interrato di 600 mq a temperatura costante, 350.000 bottiglie ad aspettare: “sindrome di Stendhal” senza passare dal Via.

Tutte le bottiglie prima di essere messe in vendita vengono attentamente controllate e selezionate, il Montepulciano viene addirittura travasato e decantato a mano senza alcuna filtrazione e pastorizzazione. Un processo meticoloso che sottolinea ancora una volta l’amore e la cura che vengono dedicati ad ogni singolo passaggio della produzione, in questo modo l’azienda garantisce le sue bottiglie per 20 anni assicurandone l’assoluta qualità e genuinità.

Le etichette prodotte sono quattro: Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Pecorino e Cerasulo d’Abruzzo. Tutte rispettano la filosofia di cantina ed è facile definirle rigorosamente tradizionali, la stessa grafica semplice e un po’ austera trasmette questo messaggio. I vini firmati Pepe sono schietti e diretti, senza fronzoli. Ottenuti senza scorciatoie di cantina pensate per dare una sensazione di immediata piacevolezza.  Sono vini dotati di grande personalità, spesso scorbutici in gioventù. Vini che richiedono un bevitore attento, curioso e soprattutto paziente. Non bisogna lasciarsi spaventare infatti da iniziali sentori non piacevolissimi di riduzione, una dose di generoso ossigeno è quanto chiede il calice per liberare gradualmente un ventaglio olfattivo intrigante e di tutto rispetto, che ritroviamo poi nei sorsi pieni, eleganti e di grande persistenza.

E’ trascorso qualche mese da quel giorno ma parte dell’emozione di quel pomeriggio è ancora con me. La visita da Emidio Pepe è entrata di diritto nella mia Top5 delle esperienze enopatiche, quelle speciali ed affascinanti legate ad un mondo, quello del vino, che non mi stuferò mai di dirlo, è fatto di tante realtà dove la passione domina il lavoro dell’uomo, realtà fatte di persone schiette e sincere, spesso uniche come il Signor Emidio di fronte al quale, dopo aver visto ciò che era stato in grado di creare, mi sono sentita quasi in soggezione ma rapita dallo sguardo di un uomo fiero che non accetta la mediocrità.

@dragowine

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