I prigionieri delle Feste: le bottiglie aperte.

Capita spesso in queste giornate di festa e di esagerazioni, di aprire l’ennesima bottiglia di vino, quella che con generosità e tutta la buona volontà non si riesce però a finire.

Succede non preoccupatevi. Succede anche nelle migliori e più allenate famiglie.

Nel caso mai abbattersi, mai arrendersi e offrire il “prigioniero” al lavandino, il vino non si spreca. Mai.

Per quanto tempo una bottiglia conserva le sue caratteristiche una volta aperta?

Tra i prodotti deperibili, il vino è uno di quelli che ha la durata più lunga. Non è un caso infatti che si parli della sua longevità. Ben sigillata, protetta dall’ossigeno e da qualche milligrammo di solfito, una bottiglia può conservarsi per anni, in alcuni casi decenni migliorando le sue caratteristiche ed il suo profilo gusto olfattivo con l’età.

Una volta aperta però le cose inevitabilmente cambiano. Quando entra a contatto con l’ossigeno il vino lentamente e gradualmente deperisce e perde tutte quelle caratteristiche che avevamo apprezzato ed esaltato nella sua degustazione. Dopo un certo periodo dall’apertura, gli effetti dell’ossidazione diventano evidenti: la composizione fruttata del vino inizia ad alterarsi. La freschezza e l’immediatezza del vino svaniscono, la complessità delle percezioni gustative sfuma, la vivacità e l’equilibrio dell’aroma si perdono fino a creare in bocca una sensazione via via più sgradevole.

È molto difficile stabilire con quanta rapidità avviene il processo ossidativo, perché molto dipende dal tipo di vino. In generale però, i vini strutturati, più corposi, con un grado alcolico più alto, una buona acidità o un elevato grado zuccherino si ossidano più lentamente. Nei rossi il tannino svolge un ruolo molto importante, è un potente antiossidante e, almeno per un certo periodo, preserva il vino dagli effetti dannosi dell’ossigeno.

Per rallentare il graduale deterioramento del vino, causato dall’ossidazione, è bene tenere le bottiglie aperte al fresco e al riparo dall’aria, le basse temperature rallentano notevolmente la velocità del processo ossidativo quindi il frigorifero diventa un ottimo amico delle bottiglie aperte (non solo per i bianchi).

Con le dovute attenzioni il vino dovrebbe durare senza problemi per due o tre giorni.

Difficile dare un tempo preciso, i sentori olfattivi sono i primi a modificarsi le note fruttate via via svaniscono, i profumi diventano meno fini ed eleganti. Gradualmente gli aromi di bocca si modificano pur mantenendosi gradevoli. Il colore si fa più scuro, opaco invece che brillante e luminoso. Quando il vino non avrà più un sapore gradevole, si potrà ancora utilizzare in cucina: non sarà dannoso e resterà commestibile.

Compatibilmente con i vostri impegni, e i vostri piani alimentari, cercate di consumare sempre il vino entro la giornata successiva, quando ancora potete apprezzarlo nella sua pienezza. Se vivete soli, o peggio con degli astemi, e temete di sprecarlo, chiamate i vostri amici, non servirà un banchetto o una nuova crociata gastronomica, qualcosa di semplice, unito alla voglia di stare insieme saranno ingredienti più che sufficienti per far evaporare qualsiasi “prigioniero” delle feste anche il meno nobile.

2 risposte a "I prigionieri delle Feste: le bottiglie aperte."

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