411 parole

“Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l’apice. E poi comincia il suo lento, inesorabile declino.”

Adoro questa citazione tratta dal film Sideways. La adoro.

La adoro tanto quanto invidio Virginia Madsen, perché quelle parole avrei voluto dirle o scriverle io per prima.

Peccato, non sempre si può vincere.

Avrei voluto fossero mie, perché in realtà sono mie, e di tanti altri che come me sono appassionati di vino, di questo mondo fatto di terra, di persone, di sapori, di storie e di passione.

Lo rileggo ancora.

Geniale. Rappresenta la chiave per comprendere la degustazione, che non è solo un modo forbito inventato dai sommelier per definire il gesto del bere. Degustare un vino è un momento unico, inimitabile e spesso irripetibile.

Il vino è un essere vivente, in fondo è come noi. Vuole attenzioni, pretende rispetto.

A volte fatichiamo a comprenderlo, perché ci sembra chiuso, duro, inospitale.

Non tutti i vini sono facili, frizzanti conquiste. Con alcuni bisogna aver pazienza, aspettarli, corteggiarli, senza avere fretta. Concedergli il tempo di sorprendere, con un sorso che da solo ci può sedurre, emozionare e fare innamorare.

Quando degustiamo un vino parliamo di un essere in movimento, della sua crescita e della sua evoluzione. Impariamo ad elogiarne l’invecchiamento.

Nel raccontarlo ripercorriamo un processo di trasformazione che può essere paragonato alla nostra esperienza di vita, dalla nascita alla morte per decantazione.

Descriviamo il carattere, riconosciamo gli umori dettati dal clima, ricerchiamo la mano del produttore e il legame indissolubile con la sua terra.

Cerchiamo di comprenderlo in tutti i suoi aspetti, di farlo nostro e di riconoscerci in lui.

A molti può sembrare una perdita di tempo, alla fine che si degusti o si beva soltanto il risultato non cambia, la bottiglia evapora, come per magia, più o meno in fretta.

Ognuno è libero di scegliere la sua strada. Io sono abituata a non accontentarmi.

Voglio tutto.

Preliminari e coccole finali incluse.

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